Frutta Splash

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Dopo aver presentato il progetto Frutta Splash, prima agli ospiti della mostra Collettiva 2013, poi agli iscritti al circolo ScattoFlessibile e al Corso di Fotografia, pubblico qua un breve tutorial teorico e pratico.

Frutta Splash è un progetto di studio e sperimentazione di fotografia still life creativa. Descrive sostanzialmente la caduta di oggetti (in questo caso frutta) in un liquido (in questo caso acqua). Il risultato ricercato è lo scatto di un istante di questa caduta, catturato con la massima nitidezza e congelando l’oggetto.

Particolarmente utile è stato trovare un articolo pubblicato su NikonSchool.it, da cui ho preso alcune fotografie che trovate qua.

La prima cosa che pensiamo quando fotografiamo (s)oggetti che si muovono, anche velocemente, è utilizzare un tempo di posa molto ridotto. Oggi le fotocamere reflex arrivano a 1/8000 di secondo! Purtroppo, per avere la giusta esposizione, questo richiederà una quantità di luce molto intensa, ricordandoci che per avere una buona profondità di campo e una qualità d’immagine buona saremo costretti a chiudere il diaframma e tenere gli ISO più bassi possibile.
Ma il problema più grande sarà il fatto che per riprendere un soggetto che si muove molto velocemente da una distanza ravvicinata non basterà nemmeno scattare a 1/8000 di secondo! Il soggetto risulterà mosso comunque.

La soluzione è utilizzare qualcosa di più veloce: la luce flash! Lo dice la parola stessa, flash, questa luce è un lampo, dura pochissimo, un istante. Quanto esattamente?

Il lampo di un flash ha una durata di emissione che varia da 1/1000 a 1/40000 di secondo. Questo è determinato principalmente dalla potenza richiesta. Infatti, per offrire più potenza, il lampo viene emesso per un tempo più lungo, ma a noi oggi serve il contrario!
Scartando i flash da studio, che hanno sì buone potenze, ma anche tempo di emissioni non brevissimi, passiamo ai versatili flash portatili.
Prendendo ad esempio un flash Nikon SB-900 (ma, generalmente, il comportamento di un qualsiasi flash portatile è simile) possiamo analizzare quanto questo aspetto cambi:

Potenza
Durata del lampo in secondi
1/1
1/880
1/2
1/1100
1/4
1/2550
1/8
1/5000
1/16
1/10000
1/32
1/20000
1/64
1/35000
1/128
1/38500

In seguito ad alcuni test, ci si accorge di come il tempo di cui abbiamo bisogno non può essere più lungo di 1/20000 di secondo. Con un’emissione di 1/35000 di secondo possiamo invece stare certi che il soggetto risulterà congelato.
Nonostante la potenza ridotta del lampo, ci basterà posizionare il flash vicino al soggetto per avere un’illuminazione sufficiente.


Fonte: NikonSchool.it

Analizziamo l’impostazione della macchina fotografica.
Fissato il tempo di scatto in base al sincro flash della macchina (solitamente 1/250 di secondo), la chiusura del diaframma tra f8 e f16 (in base all’obiettivo usato e al soggetto ripreso), il flash a 1/64 della potenza, ci rimane da gestire la sensibilità ISO, che varieremo per avere la giusta esposizione.

Prepariamo il set.
L’ideale è usare un acquario, che presenta superfici piane e in vetro. Usare recipienti di plastica difficilmente permetterà di ottenere una buona qualità. Usare recipienti con superfici curve renderà impossibile fotografarne l’interno.

Dopo aver posizionato la macchina su treppiede (verticale o orizzontale in base alle esigenze), avviciniamola all’acquario in modo da avere una scena inquadrata sufficiente a riprendere l’oggetto che cadrà in acqua.
Alziamo il treppiede in modo che la macchina sia in linea con il filo dell’acqua.
Per una messa a fuoco precisa (manuale!), consiglio di utilizzare un righello immerso nell’acquario.

Posizioniamo i due flash ai lati dell’acquario e cerchiamo di schermarli con del cartoncino nero, in modo da evitare che venga illuminata la stanza o lo sfondo.
Per azionare i flash ci sono diversi modi, tra cui l’utilizzo di cavi, fotocellule, trigger wireless, sistemi di comunicazione proprietari (CLS di Nikon, Integrated Speedlite Transmitter di Canon).

Fonte: NikonSchool.it

Dopo aver impostato tutto, procediamo alla fase di scatto impugnando da una parte l’oggetto da far cadere e dall’altra lo scatto remoto (o teniamo il dito sul pulsante di scatto). Con un po’ di coordinazione, e dopo qualche tentativo, riusciremo a congelare il frutto che cade in acqua!
E’ possibile ricorrere a sensori e trappole per gestire lo scatto in maniera automatica.

Di seguito alcune varianti per sperimentare risultati diversi:

  • Illuminare lo sfondo con un flash supplementare
  • Illuminare l’acquario dal basso (utilizzando un piano trasparente)
  • Cambiare il liquido per avere effetti colorati
  • Far cadere un liquido diverso con un contagocce
  • Usare un bicchiere anziché un acquario

Su Google Immagini potete trovare tantissimi esempi di fotografie di questo genere!

Per qualsiasi dubbio, curiosità, proposta non esitate a scrivere!

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